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Viaggi ecosostenibili, inclusivi, alla scoperta critica della storia e dell'arte in Italia. Un turismo ben consapevole del territorio e delle culture locali

VISION: viaggi inclusivi con esperienze trasformative, cresci come individuo con la tua comunità

MISSION: offriamo visite guidate inclusive, tematiche ed innovative di città e borghi italiani. Re-interpreta il presente alla luce delle risorse della storia, cambia la tua vita.

Ho un sogno. Ma anche una certezza. Il mondo cambierà per come è sempre cambiato sotto gli occhi distratti dei contemporanei. La conoscenza critica della storia e dell'arte, l'analisi degli avvenimenti passati e delle grandi creazioni artistiche, raddopiano la nostra possibilità di imprimere una direzione buona al nostro futuro.

Viaggiare a Roma, Firenze, Venezia, nei borghi e nell grandi città italiane è un modo per ridurre le distanze con il nostro passato, con altre realtà, con vissuti rubati dal tempo, con noi stessi. E con il futuro che vogliamo.

Il viaggio per noi è molto di più che un'occasione di svago e per buone foto. Il viaggio è un potenziale di immenso arricchimento, una scoperta entusiasmante, un'incoraggiamento - dalle migliori menti del passato e dalle svolte evolutive della storia - a trovare la nostra strada, a discernere il bene ed il male andanto oltre le strette e deformanti lenti del presente.

"La fortuna è ciò che accade quando la preparazione incontra l'occasione"  (Seneca, scrittore e politico romano, I sec d.c.)

La storia, grazie alle infinite evidenze conservate nelle strade e nelle piazze dei tanti borghi e città italiane, ci offre un catalogo sterminato di errori e svolte civili da cui trarre idee e tenacia per affrontare le nostre sfide quotidiane.

La storia ci insegna innanzitutto lo spirito critico: alcune idee per secoli ritenute incrollabili - di fatto fondate soltanto sulla forza della tradizione - sono venute meno al mutare delle condizioni sociali ed economiche, e la mentalità comune ha girato l'angolo. In meno di un secolo, ad esempio, dall'inizio del IV d.c., nell'impero romano son caduti, investitati dalla "parola del Dio" unico ed onnipotente del Cristianesimo, centinaia di dei pagani, i loro culti e la loro mitologia sepolti o più spesso riassorbiti dalla nuova fede e dalla sua liturgia. 

La conversione è avvenuta anche per la volontà politica dell'imperatore Costantino, a seguito della legalizzazione della religione cristiana nel 313 d.c., di affidare di volta in volta i rami dell'amministrazione pubblica alle gerarchie della chiesa cattolica, certamente esemplari per condotta morale nel contesto di diffusa corruzione dei funzionari imperiali del tempo. Conoscere le dinamiche storiche ci porta così ad avere una consapevolezza nuova di come è andato il mondo in passato e di come il nostro tempo sia tutt'altro che un punto di arrivo. I nostri mondi sovraccarichi di armi, medicine e superflui beni di cunsumo, strariccchi per pochi e dolorosi o insufficienti per la stragande maggioranza degli uomini sul pianeta, sono tutt'altro che il migliore mondo possible. 

Al contempo la storia di obbliga alla tolleranza: l'idea di razzismo fondata sull'etnia è, ad esempio, recentissima, ed era sconosciuta nella Roma Antica e nelle culture classiche, non immuni da discriminazioni, e la cui economia era fondata sulla schiavitù, ma che concepivano il criterio di discriminazione tra uomini sull'appartenenza o meno alla cultura di un popolo, connotata dal possesso o meno della cittadinanza. I cittadini romani - così come prima di loro i cittadini greci - consideravano barbari, quindi incolti e di poco valore, coloro che non erano cittadini romani. Ma tutti i cittadini romani dell'impero, anche i soldati provenienti dai confini estremi del mondo conosciuto di allora, dopo aver servito l'esercito e ottenuto la cittadinanza, erano riconosciuti a pieno diritto come romani, qualunque fosse il colore dei loro occhi o quello della loro pelle. investire

Al contempo la storia ci permette di sfatare persistenti leggende su epoche storiche precedenti alla nostra: si dice che gli uomini del Medioevo credessero la terra piatta - come da lezione Aristotelica assorbita dalla Chiesa. Ipotesi facilmente negata dall'evidenza di una delle centinaia di statue del Medioevo che rappresentano gli imperatori medievali a cavallo (come quella bronza di Carlo Magno): tengo sempre in mano (per lo più in quella destra) la terra, in segno di dominio. La terra è sempre un globo. 

L'arte, di cui i vicoli, i musei ed i palazzi storici d'italia sono stracolmi, ci invita invece a ripercorrere le passioni ed il ribaltamento dei canoni del vivere comune, di cui gli artisti ed i pensatori liberi del passato, con stili e contenuti diversi a seconda delle epoche, si son fatti diretti portavoce, spesso in maniera sfrontata ed irriverente, talvolta rischiando persino la propria vita.